Il Re del Bosco, Fagus sylvatica

Fagus sylvatica…stai camminando su un sentierino. Passi per un prato sfalciato, nei pressi di qualche roccia affiorante. É un attimo: si fa tutto buio, ma nessuno ha spento le luci ed è ancora troppo presto per il tramonto. Anche in pieno giorno. Quante volte ti sarà capitato…

É come trovarsi in una fiaba, tutto d’un tratto: è lì che ti guarda e tu ti senti osservato, circondato. Non è forse la sensazione più forte che hai? Sì ora l’hai capito: hai messo piede nel Regno del Faggio. Un sottobosco il cui silenzio è rotto solo dal crepitio delle foglie sotto i tuoi passi. Tutto è in attesa di un raggio di luce. I fiori hanno già lasciato campo libero… hanno preferito marzo, qualcuno anche febbraio, appena sciolta la neve, per fiorire. É un dominio indiscusso quello del faggio: non una quercia, non un arbusto. Un sottobosco pulito, libero. Un reame davvero ben gestito. Qualche nobile abete bianco, l’unico che riesce a farsi strada e che non lo teme, a volta ne condivide la sovranità sul popolo della foresta. É il bosco di faggio, uno dei più begli ambienti delle prealpi lombarde e venete. Le prealpi nebbiose d’autunno e umide in primavera. Spesso piovose.

I rami come colpi di acquerello verso il cielo. Le foglie, tante. Troppe. Le forme misteriose, silenti. Ti guardano che passi. Ti dicono: “benvenuto!” e, ancora: “sei un ospite, non dimenticarlo”. Un re magnanimo, che si lascia mangiare (…fagus, fagocitare, le commestibili ghiande…) e che si lascia coltivare dall’uomo (…il ricercato carbone del ceduo di faggio quanti focolari domestici ha riscaldato?).

Passano 5, a volte 7 anni, che le faggiole sui rami sono copiose: è la pasciona. Sembra che si mettano d’accordo, come fosse una strategia. Si tratta di dare un futuro al regno. E così dai tanti semi, nasceranno sufficienti piante a rigenerare il bosco. Lentamente ma inesorabilemente. É un equlibrio tutto da vedere, tutto da godere.

E per i più coraggiosi: partite una sera di tarda primavera, una sera di luna piena, per la cima della Grigna Meridionale od il Resegone, dalla nord. Munitevi di quanto necessario. E rimate sù in vetta a godervi il tramonto. Siete pronti? Si tratta di scendere, ora. Di passare nel regno. Di presenarvi al Re! É da fare, credete. Parola di montitrek.

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